Il trattamento con beta-bloccanti associato a prolungata sopravvivenza libera da progressione nel mieloma multiplo recidivato / refrattario


I beta-bloccanti possono agire sinergicamente quando somministrati con il farmaco immunomodulatore Pomalidomide ( Imnovid ) nel contesto del mieloma multiplo recidivante / refrattario, e sono associati a una prolungata sopravvivenza.

L'obiettivo di uno studio di fase 2 è stato quello di indagare il potenziale impatto dell'uso di beta-bloccanti sulla sopravvivenza libera da progressione ( PFS ) e sulla sopravvivenza globale ( OS ) nei pazienti con mieloma multiplo recidivante / refrattario che avevano ricevuto Pomalidomide con Desametasone settimanale.

I dati relativi all'uso dei beta-bloccanti sono stati estratti dalle cartelle cliniche dei pazienti.
I pazienti sono stati classificati in base al fatto che l'utilizzo dei beta-bloccanti fosse durante lo studio o post-diagnosi per una durata minima di 3 mesi.

Tra i 208 pazienti arruolati, il 26% ( n = 54 ) aveva un documentato uso di beta-bloccanti per almeno 3 mesi, durante lo studio.
Il 37% ( n = 77 ) aveva un documentato impiego di beta-bloccanti per almeno 3 mesi in qualsiasi momento dopo la diagnosi di mieloma multiplo.

Le caratteristiche basali dei pazienti includevano un'età mediana dei pazienti di 63 anni per il gruppo di studio complessivo.

Al momento dell'arruolamento nello studio, il sottogruppo di pazienti trattato per almeno 3 mesi con beta-bloccanti durante lo studio aveva un'età mediana significativamente più alta rispetto all'altro sottogruppo di pazienti ( 68 versus 61 anni; P = 0.0003 ).
Tuttavia, un confronto delle caratteristiche relative a paziente, malattia e trattamento, tra cui sesso, performance status, caratteristiche della malattia ad alto rischio determinate dall'ibridazione in situ fluorescente al momento della diagnosi e il numero di trattamenti precedenti, non ha rivelato nessun'altra differenza significativa tra questi due sottogruppi.

E' emerso che la sopravvivenza mediana era significativamente più lunga per i pazienti che avevano ricevuto almeno 3 mesi di terapia con beta-bloccanti rispetto ai pazienti che non-trattati con beta-bloccanti durante il periodo di studio ( 10.9 vs 6.1 mesi; P = 0.0168 ).
Inoltre, i 77 pazienti che avevano ricevuto un beta-bloccante per almeno 3 mesi dopo la diagnosi della malattia hanno anche sperimentato una sopravvivenza mediana significativamente più lunga rispetto ai 131 pazienti non-trattati con questi farmaci ( 10.5 vs 5.8; P = 0.0025 ).
Inoltre, la sopravvivenza mediana globale per questi 77 pazienti è risultata significativamente più lunga rispetto a quella dei pazienti che non avevano assunto beta-bloccanti ( 107 vs 86 mesi; P = 0.0157 ).

Le analisi multivariate aggiustate per fattori confondenti hanno mostrato che sia l'uso di beta bloccanti ( hazard ratio, HR, 0.666; IC 95%, 0.417-0.943; P = 0.02 ) sia la durata dell'uso di beta bloccanti in studio ( HR 0.164; IC 95%, 0.035-0.694 ; P = 0.01 ) erano significativamente associati a sopravvivenza senza progressione e risposta ematologica.

Sono, tuttavia, necessari ulteriori studi per esplorare le potenziali interazioni dei beta bloccanti con i farmaci immunomodulatori e agenti antiangiogenici nella terapia del mieloma. ( Xagena2020 )

Fonte: European Journal of Haematology, 2020

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