LCZ696, il capostipite di una nuova classe di farmaci, quella degli inibitori del recettore della angiotensina e della neprilisina, modifica il decorso dello scompenso cardiaco


Nuovi dati su LCZ696 per i pazienti con insufficienza cardiaca con frazione di eiezione ridotta ( HFrEF ) hanno mostrato che il farmaco sperimentale ha le potenzialità di cambiare il decorso della malattia.

Nell’agosto 2014, sono stati presentati i risultati topline dello studio PARADIGM-HF, che avevano mostrato come LCZ696 fosse superiore a Enalapril ( Enapren ), un Ace inibitore, in relazione agli endpoint primari, riducendo significativamente il rischio di mortalità per cause cardiovascolari o di ricoveri ospedalieri per scompenso cardiaco.

Le nuove analisi presentate per la prima volta all’American Heart Association Scientific Session 2014 hanno mostrato che, in confronto a Enalapril, LCZ696 ha ridotto significativamente: il rischio di morte improvvisa del 20% ( nei pazienti con HFrEF il 45% delle morti per cause cardiovascolari e il 36% delle morti improvvise per altre cause ); il numero di prime e successive ospedalizzazioni per frazione di eiezione ridotta rispettivamente del 21% e del 23%; le ospedalizzazioni per cause cardiovascolari o per altre ragioni del 16%; la necessità di intensificare il trattamento domiciliare del 16%; le visite al Pronto soccorso dovute al rapido peggioramento dei sintomi del 30%.

Quando ospedalizzati, i pazienti trattati con LCZ696 e quelli trattati con Enalapril sono rimasti in cura per un periodo di tempo pressoché analogo, ma i pazienti trattati con LCZ696 hanno presentato una permanenza in terapia intensiva inferiore del 18% e una minore probabilità del 31% di dover ricorrere a farmaci per via endovenosa per aiutare il cuore nella sua funzione di pompa.
Inoltre, LCZ696, rispetto a Enalapril, ha prodotto significativi miglioramenti, riguardo allo stato di salute dei pazienti ( valutazione dei pazienti ) e alla gravità della malattia ( valutazione dei medici ).

Le analisi dei biomarcatori cardiaci ( NT-proBNP e troponina ), che indicano la progressione della patologia e del rischio cardiaco, hanno mostrato livelli stabilmente più bassi con LCZ696 che con Enalapril, a dimostrazione della riduzione dello stress cardiaco e del conseguente danno.

LCZ696 è un ARNi ( Angiotensin Receptor Neprilysin Inhibitor ), che viene somministrato due volte al giorno, ed è costituito da Valsartan ( un antagonista del recettore dell’angiotensina II ) co-cristalizzato con l’inibitore della neprilisina, Sacubitril.
LCZ696 agisce migliorando i sistemi neuro-ormonali di protezione del cuore ( sistema NP ), e sopprimendo l’effetto negativo di RAAS ( sistema renina-angiotensina-aldosterone ).
Gli attuali farmaci agiscono, invece, bloccando solamente gli effetti negativi di RAAS.
Nonostante le terapie esistenti, il tasso di mortalità rimane elevato, con una percentuale di pazienti fino al 50% che muore entro 5 anni dalla diagnosi di insufficienza cardiaca.

PARADIGM-HF è uno studio di fase III randomizzato, in doppio cieco, che ha valutato il profilo di sicurezza e l’efficacia di LCZ696 rispetto alla terapia con Enalapril in 8.442 pazienti con scompenso cardiaco di classe NYHA II-IV, con frazione d’eiezione ridotta.
PARADIGM-HF è stato disegnato per valutare se LCZ696 fosse in grado di diminuire la mortalità cardiovascolare di almeno il 15% rispetto a Enalapril.
I pazienti hanno assunto LCZ696 o Enalapril in aggiunta al miglior trattamento disponibile.
L’endpoint primario, combinato, è la quantità di tempo prima che si verifichi il decesso per cause cardiovascolari o il ricovero per scompenso cardiaco. ( Xagena2014 )

Fonte: Novartis, 2014

Cardio2014 Farma2014

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