Trattamento di emangioma infantile capillare della palpebra con Propranololo sistemico


È stata valutata l'efficacia e la sicurezza del Propranololo ( Inderal ) sistemico per gli emangiomi infantili capillari della palpebra.

Tutti i pazienti con emangiomi infantili capillari della palpebra a rischio di sviluppare ambliopia riscontrati nel periodo 2009-2012 presso l'Università Federico II di Napoli sono stati trattati con Propranololo sistemico ( 2 mg/kg di peso corporeo al giorno ).
La lunghezza massima del trattamento è stata di 4 mesi e il Propranololo è stato sospeso quando è stata ottenuta la regressione completa delle lesioni o in caso di effetti collaterali.
Il follow-up minimo è stato di 6 mesi.

Dei 17 pazienti con emangioma capillare della palpebra infantile, 3 sono stati esclusi a causa di asma e 14 ( 7 maschi e 7 femmine, età media 20.85 mesi, range 1-72 mesi ) hanno subito un trattamento con Propranololo sistemico.

Gli emangiomi capillari coinvolgevano la palpebra superiore in 10 casi e la palpebra inferiore in 4 casi.

Il Propranololo è stato sospeso in un caso di ipotensione e in un caso di allergia.

Il trattamento è stato somministrato nel corso di una media di 2.5 mesi ( range 1-4 mesi ); il follow-up medio è stato di 10.64 mesi ( range 6-39 mesi ).

Dieci pazienti erano più giovani di 1 anno di età e hanno dimostrato una regressione completa; 2 pazienti di età superiore a 5 anni hanno avuto un beneficio dal trattamento.
In 4 casi era presente astigmatismo ambliogenico, passato da 1.25 diottrie prima del trattamento a 0.25 diottrie dopo il trattamento.
Non è stata osservata alcuna ricrescita.

Il trattamento per 4 mesi con Propranololo orale per emangioma capillare infantile della palpebra ha portato alla completa regressione della lesione nei pazienti di età superiore a 1 anno.

Non sono stati osservati gravi effetti collaterali.

Il trattamento può anche essere preso in considerazione in pazienti di età superiore a 5 anni per ridurre l'astigmatismo e per fini estetici. ( Xagena2013 )

Vassallo P et al, Am J Ophthalmol 2013; 155: 165-170

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