Ancrod nell’ictus sistemico acuto non migliora l’outcome e aumenta il sanguinamento


Precedenti studi con il farmaco defibrinogenante Ancrod ( Viprinex ) nell’ictus ischemico acuto hanno dato risultati contrastanti, ma hanno suggerito che un breve regime di dosaggio potrebbe migliorarne l’efficacia e la sicurezza.
L’Ancrod Stroke Program è stato concepito per analizzare questo concetto in soggetti che hanno iniziato ad assumere Ancrod o placebo entro 6 ore dall'insorgenza acuta di ictus ischemico.

In tutto, 500 soggetti con ictus ischemico acuto , entro 6 ore dall’insorgenza dei sintomi, sono stati infusi per via endovenosa con Ancrod ( 0.167 UI/kg/ora ) oppure placebo per 2 o 3 ore.

Sebbene i cambiamenti desiderati nel livello di fibrinogeno siano stati osservati in più del 90% dei soggetti trattati con Ancrod, l’analisi ad interim per la futilità ha portato ad interrompere lo studio per mancanza di efficacia.

Lo status di responder positivo è stato osservato nel 39.6% dei soggetti trattati con Ancrod e nel 37.2% dei soggetti del gruppo placebo ( p=0.47 ).

La mortalità a 90 giorni non è risultata differente tra i 2 gruppi ( Ancrod 15.6%; placebo 14.1%; p=0.32 ), e l'incidenza di emorragia intracranica sintomatica entro le prime 72 ore, anche se non significativamente diversa nel gruppo trattato con Ancrod rispetto ai soggetti del gruppo placebo ( p=0.19 ), è risultata circa due volte superiore ( 3.9% vs 2.0%; p=0.19 ).

In conclusione, questi risultati stanno a dimostrare che Ancrod somministrato per via endovenosa entro 6 ore dall'insorgenza della sintomatologia in un’ampia selezione di pazienti con ictus ischemico non ha migliorato i loro esiti clinici, e ha evidenziato una tendenza a un maggior sanguinamento nonostante gli efficaci sforzi per raggiungere una rapida riduzione del fibrinogeno iniziale ed evitare una prolungata ipofibrinogenemia. ( Xagena2009 )

Levy DE et al, Stroke 2009; 40: 3796-3803


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